
Si inizia…..
Gennaio 11, 2008In realtà la mia stagione è già iniziata da un paio di settimane nel corso delle quali ho provveduto ad effettuare i test di soglia anaerobica. Per prima cosa vorrei precisare che le tabelle sono pensate per un atleta amatore e quindi il carico di lavoro è adeguato e proporzionato a chi si è sempre chiesto perchè le giornate non durano 36 ore. Detto questo vorrei delineare le carratteristiche del “bravo amatore”. Un amatore solitamente è un “essere” che ha, nella migliore delle ipotesi, a disposizione circa 8-10 ore alla settimana per allenarsi, ma molto spesso fatica ad arrivare a 6. Le mie tabelle sono tarate sull’optimum (ovvero 8-10 ore), ma è abbastanza agevole tagliare qua e la per adattarle alla propria disponibilità. Spesso l’amatore crede si essere un professionista e si comporta come tale sacrificando famiglia, hobbies e meritato riposo. Nel caso in questione diviene “cattivo amatore” e le conseguenze sono nefaste e delle tipologie più disparate. Ho conosciuto gente mandare a monte il matrimonio per il triathlon salvo poi mollare anche quello!!Ho visto persone allenarsi per 15-20 ore alla settimana per poi farsi battere da master over 60 che quelle ore le faceva in un mese!! Insomma ci sono alcune regole di funzionameno dell’organismo che devono essere rispettate soprattutto da chi è “home made”, cioè fatto in casa. Il primo comandamento è :RECUPERARE. Quando ero uno sbarbatello questa parola aveva un significato “esoterico” e mistico, cioè a dire non mi diceva nulla. Ora che ho due figlie piccole e il sonno e la tranquillità sono reminescenze del passato, ho capito il senso della parola recupero!!! La teoria dello stress di Sears afferma, in soldoni, che lo stress è necessario per potenziare l’organismo, a patto che questo sia “supercompensato” e adeguato. La particolarità della supercompensazione è che l’organismo mette in atto una serie di misure super-compensative volte a fronteggiare la situazione che lo ha posto in stato di stress onde essere “adattato” nel caso questa si ripresentasse. Tali misure compensative hanno luogo durante il recupero, quindi se questo non è sfruttato, al susseguirsi degli stimoli stressogeni l’organismo non riesce a farvi fronte e va in overtraining (superallenamento). Il risultato è una decadenza delle prestazioni e uno stato psico-fisico veramente sconsigliabile. L’ho provato personalmente e non lo auguro ad alcuno!!! Il secondo comandamento è : GESTIRE IL TEMPO. Conosco persone che sacrificano tutte se stesse sull’altare del triathlon trascurando famiglia ed affetti. Ricordiamoci che siamo dei “buoni amatori” e non dei professionisti e che lo sport deve completare una persona e non assorbirla. Il professionista che si allena 30 e più ore alla settimana, non lo fa dopo 8 ore di lavoro al giorno e, solitamente, ha qualcuno che lo sgrava di molte delle incombenze che assorbono molto del tempo disponibile ad una persona comune. Personalmente non voglio che la mia passione sottragga tempo alle altre attività ed ho trovato il giusto equilibrio allenandomi in pausa pranzo o quando il resto della famiglia si dedica allo shopping o alle visite agli amici…in cambio al loro ritorno a casa faccio trovare la cena pronta!! Il fine settimana alzandomi un po’ presto, finchè le pargole sono ancora tra le calde braccia di Morfeo, riesco a ritagliare il mio spazio, mantenendo comunque il resto della giornata a disposizione della famiglia. Il consiglio è quello di trovare i propri spazi senza intaccare quanto dovuto alla famiglia. Il terzo comandamento è: INDOOR. Sicuramente i puristi non saranno d’accordo ma il buon amatore deve fare di necessità virtù. Chiunque vorrebbe sempre allenarsi all’aria aperta, ma spesso ciò è oltremodo sconveniente. Specie per chi abita al nord, l’inverno è lungo e freddo e spesso è impossibile seguire un programma strutturato, anche sposando la più stoica delle filosofie di vita. Con un migliaio di euro si può comprare un tapis roulant e un ciclosimulatore che faranno scordare il Generale inverno. Conosco triathleti che passano almeno due influenze ad inverno, causate da allenamenti in condizioni proibitive, che dichiarano che l’investimento è troppo oneroso….poi scopri che spendono 1500 euro per due cerchi!!! I vantaggi dell’allenamento indoor possono essere sintetizzati in: possibilità di allenarsi a qualunque ora, controllo assoluto dei parametri di allenamento, possibilità di fare allenamenti combinati, eliminazione delle possibili cause di malattie da raffreddamento. Studi eseguiti da laboratori di ergonomia motoria dimostrano che gli strumenti attuali hanno una aderenza all’allenamento outdoor pressoché assoluta. Se quasi tutti i preparatori eseguono i test su tali simulatori un motivo ci sarà….Per chi ha voglia di cercare in rete c’è la storia di un Ironman che per verificare l’affidabilità dei simulatori preparò un Ironman allenandosi esclusivamente indoor: il tempo ottenuto sull’IM fu di solo 10 minuti superiore a quello ottenuto allenandosi outdoor!!! Nel ciclismo famoso è il caso di Soresen che rottosi la clavicola in allenamento prima di una gara di coppa del mondo si allenò per 5 settimane solo sul ciclosimulatore e al termine della 6 settimana gareggio piazzandosi 5° assoluto!! Sotto c’è il link alla tabella di allenamento per le prime 6 settimane del periodo generale il cui obiettivo è la resistenza aerobica. L’obiettivo è portare l’organismo ad un livello decente incrementando il carico agendo sulla variabile quantità. L’intensità è bassa.
Grazie! Bellissimo post, mi ha fatto riflettere molto su quanto sto investendo nei vari campi della mia esistenza e… mi sa che mi darò un’aggiustatina. Davvero utile!
Complimenti per il blog , e’per me molto interessante:avendo famiglia e tre bimbi rappresento l’amatore ideale che vorrebbe gareggiare dignitosamente senza stravolgere gli equilibri familiari. Vorrei seguire queste tue tabelle di preparazione nell’allenarmi per il primo triathlon della stagione (Olimpico di Marina di Pisa), mandami se ti e’ possibile i periodi successivi a quello generale.
Per contatti ti lascio la mia mail.
Antonio Bonanno