
Hai poco tempo?….combinalo bene
Gennaio 25, 2008Il problema ricorrente dell’amatore tipo è la gestione del tempo. Una giornata di 24 ore è decisamente troppo corta per chi deve lavorare, seguire la famiglia, dormire, fare shopping, insomma per tutti quelli che hanno una vita normale mediamente incasinata. Inizialmente si provano diverse strategie per riuscire ad allenarsi nell’amata triplice disciplina, ma occorre stare molto attenti perchè, spesso, i costi di queste strategie possono essere maggiori dei benefici. In questo articolo vorrei dare una speranza a chi è sul punto di dire:” adesso basta, mollo tutto!!”, spiegando come, uitlizzando correttamente gli allenamenti combinati, è possibile fare delle gare decenti investendo davvero poco tempo negli allenamenti. Se state leggendo queste righe probabilmente avrete già provato ad allenarvi prestissimo alla mattina e, dopo pochi giorni o settimane, avrete rinunciato all’idea non sopportando di essere un ectoplasma per tutto il resto della giornata, con gli occhi crepati di venuzze rosse alla Willy coyote e le palpebre che cedono alla forza di gravità già alle otto si sera. Non tutti riescono ad alzarsi presto la mattina, bisogna essere cronobiologicamente predisposti. Non è questione di volontà, quindi non sentitevi in colpa se proprio alla mattina non ce la fate a svegliarvi presto. La cronobiologia è la scienza che studia i ritmi biologici che, nel caso in questione, si chiamano circadiani. Nell’ottimo testo divulgativo “Rhythms of life”, Foster Russell, un neuroscienziato spiega perchè alcune persone possono dormire poche ore ed essere sempre energiche, mentre altre se non riposano le canoniche 8-9 ore, assumono sembianze da zombi. Dato che la fortuna è cieca, ma la sfiga ha 11/10 sicuramente voi, come il sottoscritto, apparterrete alla seconda categoria di persone. Non potendo accompagnare i vostri allenamenti al canto del gallo, avrete sicuramente pensato alla soluzione serale quotidiana, ma anche in questo caso le difficoltà non mancano, allenarsi dopo una giornata di lavoro, lasciando dietro la porta di casa i cuccioli d’uomo che reclamano, a pieno diritto il gioco, è per uomini duri che non devono chiedere mai. Sarò un tradizionalista, ma conservo con troppo amore i ricordi dei giochi con mio padre, sempre presente e disponibile al ritono dal lavoro, e mi piacerebbe che un giorno le mie due “principesse” conservassero lo stesso ricordo. I figli crescono ed ogni momento passato con loro è unico: non dimenticatelo mai!! Se state ancora leggendo siete dei teneroni, che si commuovono ancora guardando E.T. e Forrest Gump, complimenti, non esiste triathlon al mondo che possa giustificare il tempo sottratto ai figli!!! Veniamo, quindi alla terza opzione: la pausa pranzo. Tutti i lavoratori hanno la loro bella pausa pranzo (è un diritto sindacale!!) e può essere veramente la ciambella di salvataggio, in un’ora ben sfruttata si possono fare un sacco di cose. Se poi riusciamo a ritagliarci un angolino a scelta il sabato o la domenica, siamo a cavallo. Riflettevo su come con 4 o 3 allenamenti settimanali, si possano ottenere risultati di tutto rilievo in sport singoli come la corsa o il ciclismo. Perchè nel triathlon questo non deve essere possibile? Il motivo è che ragioniamo ancora in termini di tre sport e non di uno sport composto da tre frazioni. Pianificare allenamenti combinati nella giusta successione ed esecuzione permette di trattare il triathlon come uno sport singolo ridonandoci molto tempo libero. Personalmente, per avere la coscienza apposto, ho pianificato 3 allenamenti settimanali obbligatori con un quarto opzionale. Psicologicamente essere convinti che tre allenamenti alla settimana siano un carico sufficiente per ottenre dei miglioramenti è un elemento dal quale non si può prescindere, altrimenti vi sentirete sempre con la conscienza sporca e la convinzione di non aver fatto abbastanza. Un amatore, riprendendo il tema dello scorso articolo, deve essere in grado di individuare obiettivi coerenti e realizzabili. Pensare che sarete presto campioni mondiali di triathlon e che la vita è stata cattiva con voi perchè non vi ha dato la possibilità di dimostrarlo, è un esempio di definizione errata degli obiettivi. Voi siete amatori perchè nella vita avete dato priorità ad altre cose che ritenevate importanti, indipendentemente da quello che poi avete ottenuto. Sicuramente chi eccelle nello sport ha dovuto trascurare altri aspetti della vita: è una questione di scelte….e le scelte non vanno mai giudicate. E’ pur vero che ogni tanto qualche amatore sbaraglia il campo e fa saltare il banco, ma a quale prezzo? Stabilito che l’obiettivo più consono è migliorarsi, ritengo che tre/quattro allenamenti alla settimana per un totale di 4/6 ore siano sufficienti a raggiungerlo pienamente. Personalmente eseguo tre allenamenti alla settimana ognuno composto da tutte e tre le discipline. Sono fortunato peché posso andare a lavorare entro le 9 di mattina e lavoro nel paese in cui abito, così, svegliandomi ad un’ora decente riesco a fare un combinato bici/corsa (o almeno una delle due), una buona colazione e portare le bimbe a scuola prima di seguire i miei amati computer (lavoro come sistemista). Alle 13.30, in pausa pranzo vado al centro sportivo dove, a seconda dei casi faccio o solo nuoto o un combinato corsa/nuoto. Questo schema lo mantengo per due giorni infrasettimanali, il terzo allenamento lo faccio cadere di sabato o domenica cercando di allungare il tempo della seduta. Se poi nel corso della settimana, mi trovo con dei “buchi” liberi inserisco un quarto allenamento di fondo. La successione degli allenamenti nel corso della settimana è ad intensità decrescente, quindi il primo allenamento ad intensità di soglia, il secondo sul medio ed il terzo di fondo, il quarto allenamento sempre rigorosamnte di fondo. Ovviamente stiamo parlando del periodo specifico perchè nella corretta pianificazione annuale ricordo che il periodo generale deve essere dedicato allo sviluppo delle capacità aerobiche e quindi con le sedute di allenamento a ritmo di fondo. Nel mio caso i giorni di allenamento sono: martedì, giovedì e sabato (o domenica), il tutto per un totale di 5/6 ore settimanali. Per qualche suggerimento su come impostare i combinati vi rimando alla pagina dedicata.
Ciao mi sono letto tutto il tuo blog, e mi sembri ben preparato. Non sapresti consigliarmi qualche buon testo che tratti di teoria dell’allenamento?
Ciao e grazie in anticipo.
Beh è un po’ difficile trovare un testo esaustivo, quello che ho imparato l’ho ricavato da diverse letture, spesso di articoli tecnici trafugati dall’università e quindi non pubblicabili. In ogni caso ti posso fare un elenco dei testi che mi hanno più colpito:
Le basi fisiologiche dell’educazione fisica e dello sport, Edward L. Fox, Richard W. Bowers, Merle L. Foss (1995)—un po’ datato ma essenziale.
Lore of Running di Timothy Noakes (in inglese) un testo essenziale.
Swimming Fastest (in inglese)
by Ernest W. Maglischo—un altro “must”
Metodologia dell’allenamento: Allenamento sportivo – Teoria e metodologia
Vladimir N.Platonov
Metodologia dell’allenamento: Fisiologia dell’esercizio fisico e dello sport
Jack Wilmore – David L. Costill
Credo che questi siano un buon inizio!!!